RMRecensioniMusicali

C'è più musica di quella che ci fanno ascoltare

Presenta il tuo lavoro

A cosa serve nel mondo d’oggi una recensione?
A nulla
.

A dirtelo è purtroppo un sito che si intitola, un po’ romanticamente, “RMrecensionimusicali”. Nel passare degli anni il meccanismo delle recensioni è diventato un ennesimo modo per creare un indotto a partire dai lavori degli artisti. Un circuito vizioso che, alla fine dei conti, grava solo sopra le spalle di chi con la musica ci deve vivere.

Oltre a questo per un piccolo gruppo di persone è diventato particolarmente complesso gestire le molte proposte di recensioni arrivate, da ogni ambito e genere musicale. Non riuscendo più abbiamo abbandonato il lavoro strettamente legato alle recensioni.

Poi credevamo che si poteva parlare liberamente di un lavoro discografico, fino a sottolinearne anche (naturalmente) i difetti. Siamo stati quindi sempre colpiti da persone che ci hanno chiesto di ritirare la recensione una volta scritta, in molti che alla minima pecca sottolineata ce lo hanno fatto notare, a volte neanche elegantemente.

Quindi se le recensioni non aiutano gli artisti e impediscono ai recensori di esprimersi liberamente…a che servono?
Ecco
: a nulla, se alla base non c’è la relazione.

Abbiamo quindi lanciato questa idea: “Presenta il tuo lavoro”.
Puoi scaricare la guida alla tua presentazione che potrai compilare e inviarci .
Ci sembra un bel modo per scambiarci musica, metterla in circolo, farla acquistare e ispirarsi a vicenda. Una sorta di libreria che andremo a costruire con l’aiuto di ognuno. Non costa nulla e a noi costa solo l’impegno di mantenere fruibile, pulito e funzionale uno spazio culturalmente libero e senza barriere. Sarà nostra premura caricare tutte le schede dei nuovi lavori che ci verranno inviate e, magari, potremmo selezionare qualcosa tra i lavori presentati per creare altri contenuti (recensioni, racconti, interviste o altri format).

Compila e invia a rmrecensionimusicali@gmail.com

Oltre gli impegni della vita e i gusti personali crediamo fermamente in una cosa
che “c’è più musica di quella che ci fanno ascoltare“.

Quindi non fermiamola.