Remo De Vico – Sinfonia N.3 – La Notte

Oggi si inizia ufficialmente il nostro nuovo anno di ricerche e nuovi contatti all’insegna della musica di ricerca.
Quest’anno più che mai vorremmo dedicare la nostra attenzione alla riflessione sull’avanguardia, la ricerca e la sperimentazione: ciò che è più difficile raggiungere, indagare e condividere.
Sarà una scelta folle (già lo so), ma vale la pena di vivere per le scelte folli.

Parleremo di Remo De Vico e della sua Sinfonia n°3; La Notte.
Il compositore con questo lavoro mostra di possedere una tavolozza di colori e richiami musicali che,  principalmente, fanno riferimento alla sperimentazione elettronica italiana degli anni ’50. Questo è stato una periodo di sintesi tra la musica concreta francese e l’elettronica tedesca regalando dei risultati molto densi sul piano della drammaturgia e della significazione.
Gia da subito la sinfonia si apre con uno stile “a la Maderna”.
Sono da subito riconoscibili dei loop molto brevi che fanno pensare ai frammenti di sinusoide creati in studio e utilizzati per istituire uno sfondo musicale di riferimento.

Dopo una cesura a circa min 9:00 arriviamo ad un momento più misterioso e indeciso: il loop e l’elettronica cede posto ad una chitarra elettrica che sviluppa un motivo di 2 note, incessanti, che fanno fatica a trovare la giusta pronuncia, suono e articolazione. Rumore persuasivo, accenni di larssen forniscono il materiale per questo strano, a tratti inquietante, intermezzo.

Da minuto 13:00 inizia un frammento più mimetico. Si uniscono suono concreti a elettronici e la chitarra sembra trovare la sua piena espressione nel suono della chitarra classica. L’arpeggio si ripete, ciclicamente, a tratti disturbato, ma mai a tal punto da negare la preminenza dello strumento.

Il protagonismo dell’arpeggio di chitarra acustica è talmente pronunciato che quando a 15:30 interviene un suono percussivo a istituire un beat ben definito, che aiuterebbe a sviluppare il brano in tutt’altra direzione, quasi a voler iniziare un forte e atteso climax, i due strumenti sembrano non comunicare.

A 17:50 il protagonista è uno strumento a corde che fa la sua comparsa rapida, distorto, sporco.
Dolcemente ci accorgiamo d’esser stati presi per mano e accompagnati in un luogo inesplorato per molti, ricco di creature con un respiro vitale definito e affascinante.

Sinfonia n°3 è una sorta di “bestiario” che ci presenta gli animali notturni e misteriosi di cui la musica elettronica oggi può servirsi per raggiungere la sua completa espressione. è un invito a riscoprire la drammaturgia del suono, sperimentare le possibilità analogiche ricreate nell’era digitale e miscelate coerentemente in un tutto che non conosce confine tra suono determinato e indeterminato.
Un notturno che, pur apparendo crepuscolare, risulta trionfale e pieno d’orgoglio e fantasia.
Sarebbe bello poterne parlare con Remo De Vico in un’intervista…

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