Edoardo De Angelis – “Il Cantautore Necessario”

Edoardo De Angelis col suo freschissimo (in tutti i sensi) lavoro discografico canta, racconta, compone e si rivela nella sua essenza più intima.
Un disco che non ha ansia di dimostrare nulla, non è accompagnato dai soliti “vizi” di forma che, troppo spesso, offuscano il pensiero del suo autore. Tecnica, arrangiamento, virtuosismi sono subordinati alla parola. Parola che interroga l’ascoltatore.
Avviene un dialogo inaspettato.
Inaspettato perché passa per reinterpretazione di canzoni e temi conosciuti: quelli della canzone d’autore italiana, dei suoi grandi interpreti.
Edoardo De Angelis non rimpiange un mondo che rischia di non esserci più, ma ci mostra cosa ancora significa la canzone italiana per lui.
Qualcosa che appartiene ad ognuno di noi.
Qualcosa di cui, sentiamo il bisogno.
Qualcosa di vero; che è.

Il Cantautore Necessario

1-edoardo-de-angelis-_foto-di-mariacristina-di-giuseppe_b

Intervista ad Edoardo De Angelis

-“Cantautore Necessario”: cosa c’è dietro questo titolo e, forse, pseudonimo d’arte?

Ti ringrazio per l’idea, ma non si tratta di uno pseudonimo, ci mancherebbe, che mi attribuissi un “necessario” … No, quello che così viene definito è in realtà la figura, l’immaginario universale del cantautore … è la canzone d’autore, quella vera, significativa, che ha accompagnato, e accompagna la nostra vita sentimentale, sociale, politica, identificando i nostri sogni, le nostre necessità e speranze. Volutamente non ho  inserito alcuna mia canzone nell’album, nemmeno quelle firmate insieme a De Gregori, Dalla, Minghi …

-In una lunga carriera da cantautore e autore, quali sono le caratteristiche “necessarie” da tener sempre a fuoco?

Posso rispondere dal mio punto di vista … per me è importante che ogni parola di ogni canzone abbia un posto preciso, un valore, un significato, così che ogni canzone poi diventi uno specchio della vita, della realtà, e racconti qualcosa dell’uomo, e della sua posizione al centro del mondo. Credo che chi scrive canzoni debba assunersi una grande responsanìbilità nei confronti di chi ascolta, soprattutto nei confronti dei ragazzi, i quali devono spesso ancora costruire una loro capacità di analisi critica.

-In che modo la sua esigenza espressiva si rinnova? Dove trae l’ispirazione, quali sono i temi che più la spingono verso il desiderio di comunicare, in forma musicale?

L’esigenza, per fortuna, non è quotidiana, non ha obblighi … è come una borsa, o una valigia, che raccoglie via via istinti, impressioni, giudizi riguardo a tutto ciò che si vede, si sente … si rinnova con la vita, con la capacità di guardare, e non solo di vedere … con la curiosità, con l’impegno nei confronti degli altri. L’ispirazione non è altro che quello che ci ritorna da questa grande, continua, inesauribile opera di raccolta. Poi ognuno segue i sentieri espressivi che gli sono più congeniali. Io ho scritto molte storie, in ognuna il desiderio di raccontare una condizione dell’uomo …

-Nella scena cantautoriale attuale assistiamo, quasi giorno per giorno, ad un abbassamento nel registro e nella forma del testo? Secondo lei questo è un abbassamento dello spessore generale del settore cantautoriale (e, se si vuol, culturale) oppure un semplice mutamento nella forma di comunicazione?

Domanda articolata, risposta non semplice. Ogni produzione artistica, ogni espressione, è figlia del tempo in cui nasce, dal quale trae nutrimento. Oggi il respiro culturale è molto modesto, sembrano spariti valori e ideologie di riferimento, addormentati spinta creativa, slancio, proiezione. Stiamo attraversando un nuovo medio evo, speriamo arrivi un nuovo rinascimento. Non riguarda solo i cantautori, nel mondo dei quali, anzi, qualcosa si muove, magari più con un movimento orizzontale, di superficie. Ascoltiamo ancora Fossati e De Gregori, ci sono Niccolò e Samuele. E poi molti giovani, non ancora affacciati al grande pubblico. Io ad esempio sto lavorando alla produzione di una bravissima cantautrice di Palermo, si chiama in arte Giulia (nella vita Giulia Catuogno, ha un cognome difficile …) e si presenta come un ponte di passaggio tra la tradizione migliore della canzone d’autore, e il mondo dei ragazzi. Ha poco più di vent’anni, è sorprendente la sua maturità artistica.

-Cosa si augura per il futuro della canzone d’autore italiana?

Che questa società, al tramonto dei suoi attuali valori, e oltre ai suoi molteplici fallimenti, possa offrire uno spazio di vita ai nuovi germogli di ispirazione e di espressione. Io, dal canto mio, sono sempre stato pronto ad assecondare, aiutare i ragazzi che mostravano segni interessanti di vitalità creativa, e per ora non ho intenzione di arrendermi, di accontentarmi del poco che c’è oggi.

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: