Cos’è Not.A.Mi ?

Vogliamo augurarci il buon anno così, con un’intervista ad una etichetta discografica.
Con un rapido sguardo al loro sito capiamo che non son troppo interessati alle chiacchiere ed ai discorsi sopra i massimi sistemi.
Danno una classificazione tripartita alle loro produzioni discografiche:

Classica
Folk
Jazz

Interessante anche fare uno giro nella sezione “spartiti e partiture” all’interno ad ognuna delle categorie, nello shop online del sito.

Approfittiamo per parlarne  con Antonio Ciccotelli, uno dei fondatori dell’etichetta e impegnati nel progetto.

Ciao Antonio. Notami”: un acronimo? cosa significa o simboleggia?

AC: E’ un nome aperto a molte interpretazioni; è un acronimo, ma non solo. Al suo interno sono richiamate le iniziali dei fondatori dell’etichetta (ed in questo caso parliamo di acronimo not.a.mi – not.antonio.michelangelo); può essere letto come “nota mi” (con evidente richiamo alla nota musicale ed alla musica in generale) ed infine come una sorta di esortazione ad accentrare l’attenzione su di noi: notami! guardami!

Notami è un’etichetta che ha fatto delle scelte “di genere”. In particolare, come mai avete puntato tanto sul Jazz?

AC: Qualche nostro compagno di studi al conservatorio (in particolare Marco Postacchini – “Lazy Saturday” e “Do You Agree?” prodotti da Notami Jazz e distribuiti da IRD), a studi ultimati, ha poi intrapreso la strada del jazz e questo ci ha sempre un po’ affascinati ed attratti. Abbiamo potuto sperimentare un mondo vivo, pieno di bravissimi musicisti, compositori ed arrangiatori…dei veri e propri talenti. E poi le esibizioni live sono sempre cariche di energia e dense di contenuti musicali importanti.

Ci sono difficoltà nella produzione jazz, oggi? Oppure, nel vostro caso, si tratta di vero e proprio idillio?

AC: In realtà non abbiamo mai trovato difficoltà, per così dire, sul piano artistico o tecnico: abbiamo avuto sempre la fortuna di lavorare con artisti competenti, professionali e dalle indubbie capacità tecnico-musicali. Le difficoltà, però, sopraggiungono successivamente: nella distribuzione, nella comunicazione, e nella promozione. Il mercato da questo punto di vista non aiuta in quanto è praticamente”bloccato”. Per quanto riguarda il jazz penso che l’unica maniera per veicolare facilmente la propria musica è durante i concerti live. È per questo che l’etichetta deve orientarsi anche alle attività promozionali degli artisti e più propriamente al booking, cercando di trarne beneficio per sé e per il progetto discografico.

Ci sono dei progetti futuri di Notami, già in cantiere?

AC: Abbiamo in uscita a gennaio due progetti discografici molto diversi fra loro: il primo, uscito lo scorso 6 gennaio – Something About – è un’opera prima di Gabriele Pesaresi (contrabbassista), di soli suoi brani originali; mentre il secondo – Arrangiamenti – è un progetto dal respiro internazionale, nato dalla collaborazione con Massimo Morganti ed Ancona Jazz, e con la partecipazione di Martin Wind, William Cunliffe, Joe LaBarbera, Scott Robinson oltre che della voce di Diana Torto, che, accompagnati dall’Orchestra Sinfonica e dalla Big Band, ripercorrono la storia del jazz attraverso arrangiamenti di brani celebri rielaborati per i diversi organici da Massimo Morganti. A febbraio avremo altre due uscite di progetti discografici incentrati su brani originali: Antonangelo Giudice e Bruno Tommaso – Relazioni Clandestine – con la partecipazione di Massimo Manzi, Fabio Zeppetella e Riccardo Fassi (nomi ormai tra i più noti del panorama jazz italiano), un progetto che nasce dall’esigenza di incidere musiche di Bruno Tommaso caratterizzate dal giusto equilibrio tra tradizione ed innovazione. Possiamo dire che la “vecchia guardia” (Fassi , Manzi, Zeppetella) incontra i jazzisti di diversa formazione (Giudice, Morganti e Pesaresi). C’è anche in cantiere un progetto discografico del Wasabi Quartet, dove elementi tipici della melodia europea e la forza ritmica del progressive, uniti all’improvvisazione ed a dinamiche e sviluppi della forma caratteristici della tradizione musicale colta, fanno del progetto un prodotto originale nel suo genere.

Un’anticipazione solo per RM: quale sarà la novità più grande del 2017?

Anticipazioni non vorremmo farne soprattutto per una questione scaramantica. Però possiamo assicurare che il 2017 sarà un anno importantissimo per l’etichetta e ricco di novità. Stiamo lavorando sia su nuove collaborazioni diverse nei generi e nelle formazioni, che su quelle consolidate (è già in cantiere l’uscita del terzo album di Marco Postacchini), cercando di non abbandonare mai la linea editoriale intrapresa fin dall’inizio.

Un augurio per la situazione musicale di oggi?

Si sta cercando di sminuire o, meglio, di limitare l’importanza della cultura nella nostra società; l’augurio è che ciò non avvenga mai! La musica, le arti figurative, il teatro, la letteratura, sono le uniche cose che potranno salvare noi, ma soprattutto le generazioni future, dall’aridità del pensiero corrente.

A presto e buona musica!

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