Un viaggio nei meandri del folk contemporaneo

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Di Lorenzo Matricardi

Sicurezza, talento e spensieratezza: questi sono gli ingredienti di un esordio sul mercato discografico più che mai convincente. I Dallahan sono un gruppo folk di Edimburgo alla loro prima volta in studio di registrazione e, complice anche la loro comprovata e prolungata esperienza in esibizioni dal vivo – che li ha portati a ottenere prestigiosi riconoscimenti in Europa e in America – hanno immediatamente fatto centro. La formazione di “When The Day Is On The Turn” è composta da Jack Badcock (voce, chitarra acustica e chitarra elettrica), Ciarán Ryan (banjo tenore, violino e mandolino), Jani Lang (violino), Paddy Callaghan (organetto), Balazs Hermann (contrabbasso). Alle registrazioni ha preso parte come ospite anche Jarlath Henderson (flauti e cornamusa). La cura dedicata alla realizzazione di questo album è riscontrabile già nella copertina del disco e nel suo booklet interno, che presentano una grafica sobria ma appropriata ed efficace, con un logo altrettanto semplice ma molto suggestivo. Il disco è composto da 11 tracce più una bonus track:

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1. When The Day Is On The Turn
2. The Tartar Frigate
3. The Chosen And The True
4. Try Praying
5. Spicy Shoes
6. Carrick-A-Rede
7. The Burger Man
8. Maggie’s Jigs
9. Katy Dear
10. Sun Dog
11. Hurley’s House

12. Shame And Scandal

I Dallahan propongono uno stile musicale molto particolare, nel quale è immediatamente riscontrabile una forte predilezione per la musica folk irlandese. Uno dei punti di forza di questo gruppo è proprio quello di riuscire a rendere “moderna” una tradizione musicale fortemente radicata pur rimanendo fedeli ai canoni della stessa. In questo modo, durante l’ascolto delle splendide melodie circolari e degli “esasperati” riff e ostinati, tipici della musica irlandese e celtica, è dunque possibile riscontrare influenze derivanti dal blues e dal soul, come nel caso di Spicy Shoes – nella quale i vari strumenti si alternano in un vortice di assoli – o, come accade in The Burger Man, di percepire sottili riferimenti al vaudeville americano. In un affascinante sound di suoni acustici perfettamente amalgamati, la voce limpida e profonda di Jack Badcock si materializza quasi magicamente andando ad intervallarsi con lunghi momenti strumentali. La musica dei Dallahan alterna inoltre brani caratterizzati da un forte dinamismo e suonati con impressionante velocità esecutiva – dove è frequentemente possibile riscontrare influenze derivanti dalla musica balcanica, soprattutto nelle parti di violino – a canzoni più lente, vere e proprie ballate come The Chosen And The True o Katy Dear, che vanno a creare atmosfere sospese, seducenti ed evocative.
È importante sottolineare, poi, come dietro le fresche e spensierate note di “When The Day Is On The Turn” si celino straordinarie capacità compositive, ottime doti tecniche e brillanti arrangiamenti, che questi cinque ragazzi scozzesi propongono in maniera fantasiosa e mai ripetitiva. Rimaniamo dunque in impaziente attesa della prossima puntata!

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