Spesso il parlare di musica viene avvertito come operazione intellettualoide, spocchiosa e riservata solo agli “addetti ai lavori”: non tutti infatti riescono a districarsi tra le intricate sigle dell’armonia, il prolisso universo della notazione ed il misterioso, oscuro e matematico mondo del lavoro delle sezioni ritmiche. Non dimentichiamo che la musica, in prima ed in ultima istanza, è fatta per essere ascoltata e questo dovremmo considerarlo come dogma imprescindibile. Ascoltare con consapevolezza, poi, è un’altra cosa. Qui proporremo degli esperimenti goliardici e giullareschi sopra alcuni dei concetti che spesso vengono percepiti come “riservati a pochi”: vedremo come il messaggio musicale sarà percepito a prescindere dalla nostra erudizione in ambito musicale. Non nascondiamoci dietro a dei concetti creati per abbindolarci quali “l’emozione”, “l’ascolto di pancia”, “i sentimenti”… è tutto, in fondo, una questione di scale, modi, accordi e ritmi. Consapevoli di questo poi potremmo scegliere noi in quale misura ridere.

L.P

Ecco i Metallica in una rivisitazione felice, bucolica e sognante. Cosa è successo? Semplicemente l’originale canzone (in Mi minore) è stata trasportata in tonalità maggiore. L’effetto è percepibile da tutti, ma il gusto di capire le piccole finezze relative alle armonizzazioni effettuate genialmente dal creatore del video sono riservate, purtroppo, a meno persone. Che aspettate a prendere in mano un testo di armonia?

E così anche il Padrino divenne felice, buono e meno radicato alla malavita siciliana.

Cambiamo ritmi, modi e strumentazione. Cosa succede?

E procedendo al contrario potremmo capire il perché della presenza di così tanti accordi nel Jazz.

Un po’ di aspettative la musica le deve pur creare. Possiamo così iniziare ad ammazzare tranquillamente la vecchia.

Annunci