DIEGO SWAN: COLONNA PORTANTE?

di Annachiara La Manna

cigno

Possiamo valutare e parlare di musica come farebbe il buon architetto nella valutazione di una struttura: “Musica” e “Testo” sono le nostre due colonne portanti che ora sottoporremo ad analisi.
Oggi, con questo criterio, prenderemo in esame, nello specifico, la struttura proposta da Diego Swan;  bravo a costruire una colonna portante sicuramente molto solida.
La musica, dell’album CIGNO, è infatti caratterizzata da brani unici sotto il punto di vista dell’arrangiamento che, seppur costruito sulla basica triade che ha reso grande il rock più puro (chitarra elettrica, basso, batteria), riesce a brillare di una luce diversa in ciascuna traccia.
L’elemento che spicca di più nel CD è sicuramente la sua chitarra che, su impronta gibsoniana, riesce a mimetizzarsi sia tra linee più pulite e cantautorali – ne è un esempio il suo brano “Non c’è bisogno di te” – sia tra i segmenti più aggressivi e fedeli al buon rock primordiale.
“Per non uccidere l’amore” ci fa rivivere le atmosfere che potremmo sperimentare seduti in un grande Maggiolone, con i finestrini aperti, il vento tra i capelli facendoci così viaggiare per strade secondarie in un giorno d’estate; mentre in “Una goccia di sangue” sembrerà di prendere parte ad un concerto blues in riva al mare. Il tocco del nostro Diego quindi sa bene dove portarci e quando farlo.
Date delle fondamenta musicali così solide dovremmo pretendere anche dai testi la stessa forza espressiva, ma purtroppo sembrano essere realizzate, con meno cemento.
Alle parole, a volte, manca quella brillantezza che deriva dalla coesione del testo; la sua penna striscia sull’inchiostro del nuovo cantautorato italiano che spesso, anche in molti altri artisti contemporanei, non riesce a rendere giustizia alle molteplici sfaccettature della nostra lingua.
Ciononostante, CIGNO sembra costituire parte delle fondamenta di una valida promessa del panorama italiano musicale che sta cercando di affinare con grinta le proprie caratteristiche distintive: la voce ha una buona impostazione, anche se a volte rimane statica nell’economia del brano, e quindi invitiamo l’artista a mettersi vocalmente alla prova e farci sperimentare tutte le sfumature che accenna e che potrebbe offrire. Il tocco chitarristico è sempre degno di grande attenzione anche se declinato di volta in volta in determinati stili di riferimento.
In CIGNO abbiamo avuto l’onore di assaporare sonorità caraibiche, alternative, che concorrono nella ricerca del proprio rispettivo posto.
Diego Swan, ti attendiamo con ansia, curiosità e piacere anche alle soglie di un lavoro più azzardato e sperimentale!

Intanto ci gustiamo l’ottimo e godibile CIGNO.
Restiamo in ascolto!

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