Richard Benson, abituato a presentarsi come la caricatura di sé stesso, riesce a far presagire una certa buona notizia: il Trash, finalmente, non diverte più.
Linguaggio non più idiomatico nonché, oramai, stucchevole speriamo riesca ad abbatterSi, con violenza, attraverso le strutture che l’hanno promosso.
Quando l’effetto ed il messaggio sono ricreati con forme e mezzi non propri del fenomeno originario (nonché originale) il castello di sabbia crolla e svela i propri trucchi.
Benson, nato dai piccoli schermi dei cellulari, youtube e delle reti private viene inconsapevolmente demolito da un regista.
Arrivati ad un capolinea non resta che un’angosciante sensazione: cosa ci sta aspettando al varco?

L.Peroni

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