di Matteo Mezzabotta
Fate un salto sul sito ufficale del gruppo! http://www.dogslovecompany.it

Il progetto dei pescaresi (” per la precisione, di Catignano” cit.)  Dogs Love Company, come loro stessi scrivono, nasce ben 14 anni fa come duo, e si sviluppa negli anni, fino a raggiungere la formazione attuale: un sestetto acustico tipicamente folk, ma non altrettanto tipicamente standard.

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Non sappiamo “come”, ma scrivere e registrare questo disco è stata un’avventura lunga e folle, dove musicisti, storie,donne, amici e personaggi andavano e venivano, a volte aiutandoci e volte meno; avventura che quando è finita, ci ha lasciato stupiti, cresciuti e con un disco fra le mani.
Invece mi sento di dire che sappiamo bene perché è nato: perché in generale sullo scrivere musica abbiamo le idee molto chiare.
A noi piace scrivere e raccontare storie. Anzi, abbiamo bisogno di farlo.
Semplice.

L’esperienza accumulata in questi anni, si è concretizzata in quest’ottimo “Cutina”, un album cantautorale che ci immerge in un’atmosfera dal sapore “agreste” e “bucolico”.
Si potrebbe dire che i DLC partano da sonorità e tematiche tipiche “caposseliane”, prendendo poi il largo e sviluppandole in maniera originale.
La presenza di una buona varietà di strumenti permette al gruppo di spaziare tra i più diversi stili, mantenendo al tempo stesso una certa coerenza interna, data sia dai testi, sia dal caratteristico timbro del cantante Danilo Di Giampaolo.
Si parte da una malinconica Novembre, una ballata folk-pop arricchita da una piacevole coppia di archi.

Attraverso l’ubriaca e ironica Tracotanza, si arriva alle atmosfere balcaniche della title-track Cutina.
Con Marmellata di Perle, si incontra l’anima country-blues del gruppo, mentre il glockenspiel, la fisarmonica e il 6/8 di Ballo da Solo ci conquista e ci porta in una notte dalle tinte parigine.
Il ritmo si fa più serrato con la galoppata folk di La Polvere Mi Fa Star Male, seguita da Al Bar, altro pezzo in stile country-blues.

Ma ecco che si fa largo il tango di Piccola Serenata, sapientemente accompagnato dalla fisarmonica di Andrea Montanaro, brano sicuramente tra i più pregevoli dell’album.
Il disco si conclude con la “saltarella” tutta abruzzese di Com’è Bella l’Onestà, un omaggio alla terra d’origine dei DLC.

In definitiva, “Cutina” è un album ricco di influenze ed ispirazioni positive, che consigliamo sicuramente di ascoltare ai nostri lettori e soprattutto agli amanti del cantautorato folk italiano, genere al quale i DLC non fanno altro che dare un apporto più che positivo!
A questo punto aspettiamo con ansia di ascoltarli dal vivo, e, nel frattempo, non ci resta che augurarvi buon ascolto!

Siamo due artigiani musicali.
In questo momento in cui il mondo della musica è una giungla piuttosto triste ed intricata, di poveri che si accoltellano, di “professionisti” in cerca di medaglie da appuntarsi sul petto, di sciacalli ed di altre bestie mitologiche, se non hai un motivo ben radicato a cui aggrapparti per continuare a suonare e non deprimerti, beh credo sia difficile andare avanti.
Ed è per questo che teniamo molto a questo nostro primo disco e teniamo che la gente lo ascolti. Perché le storie che ci abbiamo messo dentro ci hanno colpito e vorremmo colpissero anche voi.

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