Questo mese, noi della redazione RM, siamo lieti di presentarvi il nostro primo editoriale.
Ospiteremo la conversazione tra 3 importanti voci del mondo musicale-musicologico moderno: il prof. Massimo Semimini, il maestro Nino Braia ed il  docente associato Larue Paquette. Per l’occasione il nostro staff di musicologi avrà l’onore di interagire e confrontarsi con il maestro Fabrizio de Rossi Re.

Una breve descrizione dei nostri illustri colleghi:

Dott. Massimo Semimini. Di giorno un matematico freddo e razionale, di notte un musicista eclettico, emotivo e introspettivo. E’ noto al pubblico con lo pseudonimo di “Semiminimax”. Massimo è massimo esperto di giochi di parole, topologia algebrica, e sigle dei cartoni animati.

Mo. Nino Braia nasce nel secolo scorso e compone musica per sé stesso. Arriva al successo per diversi minuti quando viene contattato per un concerto dei Roxy Music al posto di Brian Eno, per un malinteso di pronuncia. Chiarito il tutto, torna nell’anonimato con il proposito di essere riscoperto dopo la sua morte. Ora si occupa di musicologia per sport.

– Larue Paquette. Analista e filosofo della musica. Esperto di estetica e mediologia applicata. Allontanato dalla comunità scientifica per accuse infondate su dei disordini maniaco-compulsivi di stampo caratteriale. Suonatore occasionale ed amatoriale di glassarmonica‏.

Mo. Fabrizio De Rossi Re (a cui dedicheremo un approfondimento all’interno di questo numero) è un geniale e poliedrico compositore e pianista di musica contemporanea. Nasce come jazzista, ma poi si specializza nell’avanguardia. Compositore per la Rai e per opere teatrali sperimentali. Insegna al conservatorio Pergolesi di Fermo.

Editoriale:


L.P. – Ci si interroga sempre su “cosa sia la musica”, ma un argomento discretamente inedito sarebbe “cosa non è la musica”.

M.S. – Sotto opportune ipotesi un cane non lo è!

N.B – A meno che tu non sia i Pink Floyd…

De Rossi Re – Mi era sfuggita questa citazione…

L.P. – Però avallo sempre di più l’idea che ci son fin troppi cani attivi nel panorama della produzione musicale

M.S. – “Bau Bau! Disse il cane.”

L.P. – Questo rievoca chiaramente il “Paradosso Morale” di Bauman

N.B. – Infatti il problema dell’Io è indissolubilmente legato alla presenza di un interlocutore: è poi dall’ascoltatore che nasce la vidimazione per la nostra condizione morale.

M.S. – Quindi cosa sarebbe un musicista senza il suo ascoltatore?

De Rossi Re – Per alcuni di noi è un’ossessione. Lo è per me. Dalla precedente generazione abbiamo ereditato l’idea che la musica contemporanea non si possa ascoltare con piacere. Bisogna ritrovare il pubblico e bisogna osare in nuove direzioni che, a volte, possono sembrare anche banali.

N.B. – Maestro, se permette, il problema, oggi, non sta tanto in chi produce, ma in chi riceve.

M.S. – Perché oggi? D’altronde era così anche ai tempi di Mozart.

L.P. – Mozart per fortuna non doveva fare i conti con la massificazione della società e tutto ciò che questo comporta.

De Rossi Re – In effetti è vero:  ogni epoca ha avuto l’avanguardia e la sperimentazione, ma il problema è che oggi si è totalmente “scollata” dalla ricezione del pubblico.

N.B. – E’ vero Maestro e aggiungerei: se da un lato c’è il problema della massificazione degli ascoltatori, c’è anche il problema della massificazione dei produttori.

L.P. – Quindi maestro Braia, secondo lei, la soluzione ideale, a questo punto, sarebbe costituita necessariamente dal comporre, suonare, produrre ed ascoltare la propria musica autonomamente.

M.S. – Una sorta di un onanismo musicale totalizzante e totalitario.

L.P. – Ancora una volta la forza coercitiva del pensiero debole divide et impera sui meccanismi del postmodernismo.

N. B. – Il Postmodernismo mi ha un po’ stancato: io, almeno, quando compongo cerco di dare una direzione a quello che faccio. Morale e linguistica.

De Rossi Re –  Maestro Braia: le consiglio candidamente di non partire sempre dall’analisi dei massimi sistemi.

M.S. – Ricordiamoci sempre che l’emozione vuole e gioca la sua parte…qualunque essa sia: intellettuale e viscerale.

L.P. – Purtroppo. A ciascuno la propria emozione…

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